Centergross

 

La storia

Alla fine degli anni sessanta, l'assetto urbanistico della città di Bologna stava attraversando un momento di grandi trasformazioni e il forte aumento del traffico cittadino cominciava già a creare difficoltà all’espansione delle attività commerciali all’ingrosso e alla città.

Con grande lungimiranza gli imprenditori del commercio all’ingrosso, guidati dal primo Presidente Fondatore Salvatore Barbiera, coadiuvati e assistiti dall’associazione di categoria Ascom Bologna e dalla Camera di Commercio di Bologna, si unirono in società per la creazione di una sede comune, a nord di Bologna. Anche il Comune e la Provincia di Bologna e i Comuni di Argelato e Bentivoglio furono coinvolti in questa realizzazione, portando al potenziamento della rete stradale e autostradale per favorire i collegamenti con il Centro che stava nascendo.

Fu scelto un lotto di terreno in una posizione particolarmente felice, perché vicino all’autostrada A13 e alla linea ferroviaria. Ma ciò che più sorprende, è che la realizzazione è scaturita da un atto di fede e di coraggio di un gruppo di piccoli e medi imprenditori privati che in pochi anni, con i propri capitali, con un mutuo normale, senza agevolazioni, senza capitale pubblico, senza assistenzialismo, hanno saputo realizzare un’opera colossale, ma soprattutto un’opera che ha tuttora il pregio di essere insieme utile e vantaggiosa per le aziende e gli investitori, ma anche di pubblica utilità.

Il Centergross, oltre ad avere sgravato il centro di Bologna da una grande mole di traffico e quindi di inquinamento, ha dato origine a una creazione di occupazione e di ricchezza che si è riversata sul territorio circostante.

La ricaduta sui comuni limitrofi si può misurare anche osservando l’aumento della popolazione: ad esempio, il Comune di Argelato aveva nel 1977, anno di inaugurazione del Centergross 5.000 abitanti, mentre ora supera i 9.000.